Infortunio in itinere, la fruizione di un permesso non interrompe il nesso di causalità

Fermo restando l’insussistenza del c.d. “rischio elettivo”, il lavoratore che abbia subìto un evento infortunistico a causa di un incidente stradale mentri torni da casa sul luogo di lavoro, dopo aver ottenuto un permesso per motivi personali, ha diritto al riconoscimento delle relative prestazioni indennitarie Inail, non potendosi affermare che la fruizione di tale permesso per motivi personali interrompa il nesso di causalità tra l’infortunio e l’attività lavorativa e, quindi, escluda l’indennizzabilità dell’evento (Corte di Cassazione, ordinanza 08 settembre 2020, n. 18659).

Una Corte d’appello territoriale, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva rigettato la domanda volta ad ottenere le prestazioni indennitarie Inail per i superstiti, proposta dalla vedova e dalle figlie di un lavoratore, deceduto a causa di un sinistro stradale mentre, al termine di un permesso ottenuto per motivi personali, tornava da casa sul luogo di lavoro.
Avverso tale pronuncia, i suddetti eredi proponevano ricorso per Cassazione, deducendo che la Corte di merito avesse erroneamente ritenuto che la fruizione di un permesso per motivi personali escludesse il nesso di causalità tra l’infortunio e l’attività lavorativa, ancorché nel caso di specie il permesso fosse stato richiesto e ottenuto per esigenze familiari.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato.
Al riguardo, infatti, l’assicurazione Inail comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, intese come non dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato. Restano, invece, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni, nonché quelli avvenuti nell’ipotesi che II conducente sia sprovvisto della prescritta abilitazione di guida (art. 2, co. 3, D.P.R. n. 1124/1965).
In altri termini, la tutela assicurativa è ampliata a qualsiasi infortunio verificatosi lungo il percorso da casa al luogo di lavoro, escludendo qualsiasi rilevanza all’entità del rischio o alla tipologia della specifica attività lavorativa cui l’infortunato sia addetto e tutelando piuttosto il rischio generico, connesso al compimento del c.d. percorso normale tra abitazione e luogo di lavoro. Di contro, il c.d. rischio elettivo resta confinato a tutto ciò che sia dovuto ad una scelta arbitraria del lavoratore, il quale crei ed affronti volutamente, in base a ragioni o ad impulsi personali, una situazione diversa da quella legata al c.d. percorso normale, ponendo così in essere una condotta interattiva di ogni nesso tra lavoro- rischio ed evento (Corte di Cassazione, sentenza n. 7313/2016).
Ciò posto, non è condivisibile l’affermazione contenuta nella sentenza impugnata secondo cui la fruizione di un permesso di lavoro per motivi personali interromperebbe “ex se” il nesso rispetto all’attività lavorativa, con conseguente non indennizzabilità dell’evento infortunistico verificatosi nel percorso normale per rientrare al lavoro. Il permesso, infatti, costituisce una fattispecie di sospensione dell’attività lavorativa nell’interesse del lavoratore che, ontologicamente, non è differente dalle pause o dai riposi, differenziandosi da questi ultimi soltanto per il suo carattere occasionale ed eventuale a fronte dei connotati di periodicità e prevedibilità tipico degli altri.
Oltretutto, non è possibile logicamente sostenere che il lavoratore che si allontani dall’azienda e/o vi faccia ritorno in relazione alla necessità di fruire del riposo giornaliero, non sia tutelato “durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro”, considerato il tenore della disposizione normativa di cui all’art. 2, co. 3, del D.P.R. n. 1124/1965 e l’assenza di contrari argomenti desumibili dalla giurisprudenza di legittimità.

Emersione lavoro irregolare: istruzioni relative agli adempimenti dichiarativi e contributivi

Con circolare n. 101/2020, l’Inps fornisce le prime istruzioni per gli adempimenti contributivi cui sono tenuti i datori di lavoro, in attesa della definizione del procedimento di emersione, afferenti ai periodi retributivi che decorrono dal 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del citato DL n. 34/2020, conv. con mod. dalla L. n. 77/2020, ovvero, dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro, per le istanze volte alla conclusione di un contratto di lavoro con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. Con successiva circolare saranno fornite le istruzioni relative agli obblighi contributivi per i periodi di lavoro precedenti al 19 maggio 2020 con riferimento alle istanze con cui è stata dichiarata la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, con cittadini italiani, cittadini comunitari o extracomunitari.

L’articolo 103 del D.L. n. 34/2020, al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della eccezionale emergenza sanitaria e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, ha previsto, per i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero per i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’articolo 9 del D.lgs n. 286/1998, e successive modificazioni, la possibilità di presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero al fine di dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare con cittadini italiani, dell’Unione europea o extracomunitari.
Il comma 3 dell’articolo 103 del D.L. n. 34/2020 circoscrive l’ambito di applicazione della norma ai soli datori di lavoro la cui attività rientra nei seguenti settori produttivi:
– agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
– assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza;
– lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
Più in particolare, è stato possibile presentate le istanze per l’emersione dei rapporti di lavoro esclusivamente nei settori di attività identificati da uno dei codici Ateco indicati nella tabella di cui all’allegato 1 del citato decreto interministeriale 27 maggio 2020. Ulteriori precisazioni sull’ambito di applicazione della disciplina in argomento sono state fornite con la circolare n. 68/2020.
La possibilità di presentazione delle istanze di emersione, secondo le modalità di cui al decreto interministeriale 27 maggio 2020 e le indicazioni della circolare n. 68/2020, è terminata il 15 agosto 2020.
I datori di lavoro interessati hanno dovuto inoltrare l’istanza per la dichiarazione della sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, previo pagamento di un contributo forfettario di 500,00 euro per ciascun lavoratore (cfr. l’art. 103, comma 7, del D.L. n. 34/2020). Per consentire il versamento dei contributi forfettari tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, l’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione n. 27/E del 29 maggio 2020, ha istituito il codice tributo “REDT”, denominato “Datori di lavoro – contributo forfettario 500 euro – art. 103, comma 1, D.L. n. 34/2020”.
Con messaggio n. 2327/2020 l’Istituto ha comunicato le indicazioni per la compilazione del modello F24 per il versamento del contributo forfettario afferente alle domande di emersione di competenza dell’Inps.

Obblighi contributivi derivanti dalla presentazione dell’istanza di emersione
La domanda di emersione presentata dal datore di lavoro può essere volta a concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini extracomunitari presenti sul territorio nazionale ovvero alla dichiarazione della sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare con cittadini italiani, cittadini degli Stati dell’Unione europea o cittadini extracomunitari. I datori di lavoro che hanno avviato la procedura di emersione sono tenuti a versare la contribuzione dovuta afferente ai periodi di lavoro con le seguenti decorrenze:
– dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del DL n. 34), per le istanze con cui è stata dichiarata la sussistenza del rapporto di lavoro con cittadini italiani o di Stati dell’Unione europea;
– dalla data di inizio del rapporto di lavoro, per le istanze presentate allo Sportello unico per l’immigrazione volte ad instaurare un rapporto di lavoro con cittadini extracomunitari presenti sul territorio nazionale se il rapporto di lavoro è instaurato successivamente alla presentazione dell’istanza ma prima della definizione della procedura di emersione, secondo le indicazioni della circolare congiunta del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Interno 24 luglio 2020, n. 2399.

Operai agricoli o lavoratori ad essi assimilati
Per assolvere agli adempimenti previdenziali i datori di lavoro, che hanno presentato almeno un’istanza di emersione ai sensi dell’art. 103 del DL n. 34/2020 afferente agli operai agricoli o a lavoratori ad essi assimilati, entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare in commento dovranno richiedere l’apertura di una posizione contributiva dedicata ai suddetti lavoratori. L’apertura della posizione contributiva deve essere richiesta inviando, esclusivamente con il canale online, la denuncia aziendale telematica (D.A.) nella quale deve essere selezionato nel campo “Procedura di emersione”, di nuova istituzione, del quadro B il valore: “Si”. La posizione contributiva dedicata all’emersione sarà contraddistinta da uno specifico codice di autorizzazione “5W”, avente il significato di “Posizione contributiva riferita a rapporti di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’articolo 103 del D.L. n. 34/2020”. Nel caso di emersione di più rapporti di lavoro irregolari, il datore di lavoro dovrà richiedere l’apertura di una posizione contributiva con data inizio attività riferita alla data più remota di presentazione dell’istanza.
Anche i datori di lavoro già in possesso di una posizione contributiva per gli operai agricoli dovranno, comunque, richiedere l’apertura di una posizione contributiva dedicata all’emersione.
Per ciascuna istanza di emersione presentata all’INPS, i datori di lavoro dovranno inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (UNILAV) entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare indicando, quale data di inizio dell’attività lavorativa, la data di instaurazione del rapporto di lavoro indicata nell’istanza di emersione.
Al ricevimento della comunicazione di apertura della posizione contributiva i datori di lavoro devono trasmettere i flussi Uniemens, nodo Posagri, relativi ai periodi retributivi da regolarizzare, entro 30 giorni, ovvero, se successivi, entro i termini ordinari legali di presentazione (ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento del periodo retributivo).
L’Istituto provvederà a calcolare la contribuzione dovuta nella prima tariffazione utile senza aggravio di somme aggiuntive per i flussi Uniemens presentati entro i termini indicati in precedenza; per i flussi inviati tardivamente la contribuzione dovuta sarà gravata delle somme aggiuntive calcolate secondo le ordinarie modalità.
I datori di lavoro che hanno presentato l’istanza di emersione devono dichiarare i lavoratori interessati dall’emersione nel flusso Uniemens, nell’elemento DenunciaAgriIndividuale, con le seguenti precisazioni per la valorizzazione dei seguenti elementi:
– <CodiceFiscaleLavoratore>: indicare il codice fiscale (anche provvisorio) del lavoratore;
– <DatiAgriRetribuzione>: indicare il codice contratto 121 “Operaio assunto ai sensi art. 103 decreto-legge n.34/2020”;
– <DataAssunzione>: indicare la data del 19 maggio 2020 ovvero la data di inizio del rapporto di lavoro per le istanze volte ad instaurare un rapporto di lavoro.
Definita la procedura di emersione di tutti gli operai agricoli per i quali è stata presentata l’istanza, il datore di lavoro deve richiedere tempestivamente la cessazione della posizione contributiva dedicata all’emersione indicando quale data di fine validità della posizione il giorno precedente alla data di definizione più recente fra quelle relative a tutti i rapporti di lavoro interessati dall’emersione. Laddove il rapporto di lavoro cessi nelle more della definizione della procedura di emersione, il datore di lavoro dovrà provvedere alla relativa comunicazione di cessazione tramite UNILAV.

Lavoro domestico
Per i rapporti di lavoro già in corso alla data di presentazione dell’istanza di emersione, l’INPS provvederà all’iscrizione d’ufficio del rapporto di lavoro domestico e ad attribuire un codice provvisorio. L’Istituto invierà al recapito del datore di lavoro la comunicazione di iscrizione provvisoria, con le istruzioni per il pagamento dei contributi, da effettuarsi mediante Avviso di pagamento pagoPA, senza aggravio di somme aggiuntive se il pagamento avviene entro il termine ivi indicato.
La contribuzione dovuta sarà precalcolata dall’Inps utilizzando i dati comunicati dal datore di lavoro con l’istanza di emersione o trasmessi dal Ministero dell’Interno; nel caso sia assente il dato retributivo, al fine della quantificazione della contribuzione dovuta, sarà preso a riferimento quale imponibile contributivo il minimo contrattuale – corrispondente al livello di assunzione dichiarato dal datore di lavoro – previsto dal CCNL di settore.
A seguito dell’accoglimento dell’istanza inoltrata presso l’INPS o, nel caso di domande presentate allo Sportello unico per l’immigrazione, dopo la sottoscrizione del contratto di soggiorno, l’INPS provvederà all’iscrizione definitiva del rapporto di lavoro.
Si comunica che la procedura di comunicazione obbligatoria di assunzione da presentare all’INPS, entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro domestico, consentirà ai datori di lavoro che assumono il lavoratore nelle more della conclusione della procedura di regolarizzazione di indicare che si tratta di assunzione per un lavoratore per il quale è stata presentata domanda di emersione presso lo Sportello Unico. Nelle more del rilascio di tale funzione, che verrà reso noto con apposito messaggio, le comunicazioni obbligatorie di assunzione dovranno essere trasmesse utilizzando il servizio per l’iscrizione dei lavoratori domestici senza indicazione della presentazione di domanda di emersione presso lo Sportello Unico.

Rapporti di lavoro non agricoli
I datori di lavoro non domestici, che non impiegano operai agricoli, per ciascuna istanza di emersione presentata all’INPS, dovranno inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (UNILAV) entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare, indicando, quale data di inizio dell’attività lavorativa, la data di instaurazione del rapporto di lavoro indicata nell’istanza di emersione. I suddetti datori di lavoro, entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare, dovranno altresì richiedere alla Struttura INPS territorialmente competente l’apertura di un’apposita matricola aziendale, che verrà contraddistinta, a domanda del datore di lavoro, con il codice di autorizzazione “5W”, che assume il più ampio significato di “Posizione contributiva riferita a rapporti di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. n.109/2012 e ai sensi dell’art. 103 del D.L. n. 34/2020”.
Al ricevimento della comunicazione di avvenuta attivazione della matricola aziendale, i datori di lavoro dovranno provvedere, entro 30 giorni, all’invio dei flussi Uniemens per i periodi di paga, decorrenti dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 34/2020 e al versamento, tramite modello F24 (causale DM10), dei relativi contributi, senza aggravio di somme aggiuntive.
Per gli adempimenti e i versamenti previdenziali relativi al mese di agosto e successivi si dovrà provvedere secondo le ordinarie scadenze.
Laddove il rapporto di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’articolo 103 del D.L. n. 34/2020 cessi nelle more della definizione della procedura di emersione, il datore di lavoro dovrà provvedere alla relativa comunicazione di cessazione tramite UNILAV.
I lavoratori oggetto dell’emersione saranno indicati nel flusso Uniemens secondo le consuete modalità. Inoltre, andrà valorizzato l’elemento <Assunzione> indicando nell’elemento <GiornoAssunzione> la data del 19 maggio 2020 ovvero la data di inizio del rapporto di lavoro per le istanze volte ad instaurare un rapporto di lavoro. La data indicata per ciascun lavoratore nell’elemento <GiornoAssunzione> del flusso Uniemens dovrà coincidere con quella comunicata all’INAIL.
I suddetti lavoratori saranno esposti nel flusso Uniemens con il <TipoAssunzione> “1E”, che assume il più ampio significato di “Lavoratore assunto a seguito di domanda di emersione ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. n.109/2012 e ai sensi dell’art. 103 del D.L. n. 34/2020”.

Rimini: legalità e sviluppo del settore ricettivo-alberghiero

Siglato il 7/9/2020 il protocollo per la legalità e lo sviluppo del settore ricettivo-alberghiero di Rimini.

II presente protocollo impegna le Parti contraenti per un periodo di due anni dalla data della sua sottoscrizione ed è soggetto a tacito rinnovo per un analogo periodo, previo esame congiunto dei risultati ottenuti e delle criticità emerse e salvo diversa espressa manifestazione di volontà delle parti.
Esso è aperto ad altri Enti locali, Enti/Uffici pubblici, Associazioni di categoria interessati che potranno aderirvi mediante sottoscrizione di apposito addendum in qualsiasi momento successivo per tutta la durata di validità del Protocollo.
Gli enti e le istituzioni che aderiscono al presente Protocollo, d’intesa con le associazioni di categoria di settore, si impegnano a perseguire politiche improntate ai seguenti obiettivi:
– Politiche urbanistico-edilizie antidegrado, intese a una riqualificazione delle strutture fatiscenti, previa specifica mappatura, nell’ottica del mantenimento della destinazione turistica all’adeguamento del patrimonio immobiliare ricettivo a precisi standard qualitativi, nonché mediante il conseguimento della conformità delle strutture interessate alla normativa antisismica, di sicurezza, antincendio e di miglioramento energetico.
– Rafforzamento della competitività del settore turistico mediante percorsi di innovazione di prodotto.
– Politiche anti rendita speculativa mediante incentivazione delle acquisizioni delle strutture ricettive in proprietà, per ovviare ai rischi connessi all’attuale e assai diffuso sistema degli affitti, atteso che la notevole aliquota di strutture ricettive in affitto tende a disincentivare l’adozione di azioni di riqualificazioni edilizia e di innovazione tecnologica da parte degli imprenditori con conseguente rischio di gestioni con profili di illegalità, superficiali e/o meramente speculative.
– Costituzione di gruppi organizzati di albergatori sotto forma di consorzi, cooperative ecc, al fine di sviluppare azioni promozionali per l’accesso al credito agevolato e garantito, di favorire la formazione imprenditoriale.
– Promozione dei modelli di sviluppo imperniati sulla auto imprenditorialità e sull’autoimpiego dei giovani e/o dei lavoratori dipendenti attivi del settore mediante percorsi di istruzione e formazione professionale: la Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini può, autonomamente o in partnership con altri soggetti pubblici o privati del territorio, in primis le associazioni di categoria, realizzare iniziative di informazione e orientamento al lavoro e alle professioni, promuovere la creazione e lo sviluppo di impresa, organizzare e realizzare incontri di gruppo e colloqui individuali di prima focalizzazione dell’area di impresa attraverso i propri sportelli “‘Genesi”;
– Coinvolgimento anche dei rappresentanti degli operatori anche del settore extralberghiero che si avvalgono delle procedure di prenotazione on line.
– Politiche incentrate sulla diffusione della cultura della legalità, mediante.

Edilizia Artigianato Trento: Accordo sull’E.V.R.

Firmato il giorno 11/8/2020, tra l’Associazione Artigiani Trentino e Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil del Trentino, l’accordo per l’attuazione dell’Elemento Variabile della Retribuzione E.V.R. – 2020

 

Determinazione E.V.R.
L’accordo firmato il giorno 11/8/2020 per la provincia di Trento, è attuativo del CCPL Edilizia Artigianato 28/8/2017, art. 22 “Elemento Variabile della Retribuzione” (E.V.R.)
Le parti, riunitesi per effettuare la comparazione tra le medie triennali riferite agli indicatori/parametri provinciali, hanno individuato il valore dell’EVR che risulta pari a! 4,1% della misura massima individuata con il contratto provinciale del 28/8/2017 dei minimi di paga in vigore alla data dell’1/7/2015, come indicato nelle tabelle che seguono.
Per i lavoratori apprendisti la quota relativa all’EVR verrà calcolata in base al Gruppo e semestre di anzianità.

Livello

EVR 4,1% Importi mensili in Euro

7 71,15
6 62,26
5 51,87
4 48,05
3 44,94
2 39,72
1 34,71

Livello

 

Valore orario

Capo Squadra I 0,29
Capo Squadra II 0,25
Capo Squadra IV 0,31
Operaio IV livello 0,28
Operaio Spedalizzato 0,26
Operaio Qualificato 0,23
Operaio Comune 0,20

Erogazione E.V.R.
Le Parti concordano che le aziende artigiane iscritte alla Cassa Edile di Trento provvederanno ad accantonare, a decorrere dalla retribuzione relativa al mese di agosto (versamento della contribuzione entro il 25 settembre c.a.), una quota di Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) pari al 76,75% del 4,1% (3,15%).
L’E.V.R. sarà corrisposto da parte della Cassa Edile di Trento agli operai e agli apprendisti operai in due quote annuali che saranno liquidate nella prima decade di luglio e nella prima decade di dicembre.
Per gli impiegati e gli apprendisti impiegati l’E.V.R. continuerà ad essere corrisposto mensilmente direttamente dall’impresa contestualmente al pagamento agli stessi della retribuzione.

CCNL Restauro beni culturali: firmato il nuovo CCNL

Sottoscritto il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese di restauro beni culturali

.

Il CCNL, che decorre dall’1/8/2020 al 31/7/2023, prevede le seguenti tranches di minimi retributivi

Livelli

Parametri

Retribuzione tabellare mensile all’1/10/2020

A Super 190 2.361,12
A 170 2.165,67
B 140 1.872,50
C 123 1.707,83
D 100 1.479,50

Livelli

Parametri

Retribuzione tabellare mensile all’1/10/2021

A Super 190 2.387,72
A 170 2.189,47
B 140 1.892,10
C 123 1.725,05
D 100 1.493,50

Livelli

Parametri

Retribuzione tabellare mensile all’1/10/2022

A Super 190 2.447,57
A 170 2.243,02
B 140 1.936,20
C 123 1.763,79
D 100 1.525,00

Flessiblità
Per far fronte alle variazioni dell’intensità lavorativa dell’azienda, le parti concordano che quest’ultima potrà utilizzare diversi regimi di orario, rispetto all’articolazione prescelta, anche con il superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno, per un massimo di 16 settimane all’anno.

Lavoro supplementare
In considerazione delle particolari caratteristiche che contraddistinguono i settori disciplinati dal presente CCNL, quali punte di più intensa attività, necessità di sostituzione di lavoratori assenti, esigenze produttive/organizzative, è consentita, con il consenso del lavoratore, la prestazione di lavoro supplementare fino al raggiungimento del 50% del normale orario di lavoro annuo, compensato con la maggiorazione del 15% che non rientra nella retribuzione di fatto e deve ritenersi comprensiva di tutti gli istituti retributivi indiretti e differiti, compreso il trattamento di fine rapporto.

Banca ore
Il prelievo delle ore maturate avverrà con richiesta scritta presentata dal lavoratore almeno 5 giorni prima della fruizione. La data e l’ora della richiesta rileveranno ai fini del diritto di precedenza. Eccetto che nei mesi di luglio, agosto e dicembre nei quali, in generale, non è consentito detto prelievo, potranno godere dei riposi compensativi e quindi assentarsi contemporaneamente dall’unità produttiva, un numero di lavoratori non superiore al 5% della forza occupata

 

Assistenza sanitaria
Saranno iscritti al Fondo di Assistenza Sanitaria PreviLavoro Italia, tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, o determinato di durata di almeno 12 mesi. E, altresì, facoltà delle aziende di iscrivere i dipendenti a tempo determinato con contratto di durata inferiore a 12 mesi ma almeno di 3 mesi, nonché i collaboratori con contratti previsti dal CCNL di riferimento (esempio CO.CO.CO., ecc).La contribuzione al Fondo, che ne cura la riscossione come da proprio regolamento, è stabilita, per ciascun iscritto, in 129,00 euro annui a carico del datore di lavoro con decorrenza dal 1°gennaio di ogni anno. I contributi devono essere versati al Fondo di Assistenza Sanitaria con la periodicità e le modalità stabilite dal regolamento. L’azienda che ometta il versamento delle suddette quote è tenuta ad erogare al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari ad euro 15,00 lordi, da corrispondere per 13 mensilità e che rientra nella retribuzione di fatto. Dichiarazione a verbaleLe parti si danno specificatamente atto che nella determinazione della parte normativa/economica della presente Disciplina Contrattuale si è tenuto conto dell’incidenza delle quote e dei contributi previsti dall’articolo 19 per il finanziamento del Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa. Il trattamento economico complessivo risulta, pertanto, comprensivo di tali quote e contributi, che sono da considerarsi parte integrante del trattamento economico. Il contributo pari a 129,00 euro è sostitutivo di un equivalente aumento contrattuale ed assume, pertanto, valenza normativa ed economica per tutti coloro che applicano il presente C.C.N.L..

Ente bilaterale
Si stabilisce che per assicurare l’effettività dei servizi e delle tutele previste dal presente C.C.N.L. per il tramite della bilateralità, tutti i soggetti che applicano il presente C.C.N.L. sono tenuti a contribuire al finanziamento deU’Ente Bilaterale Nazionale di cui all’art. 42 del presente C.C.N.L. La quota contrattuale di servizio per il finanziamento dell’Ente Bilaterale è fissata nella misura globale di 8,50 euro mensili per 13 mensilità, di cui 6,00 euro a carico dei datori di lavoro e 2,50 euro a carico dei lavoratori.

Il versamento è dovuto per tutte le tipologie di lavoratori subordinati ed avrà decorrenza dal mese di iscrizione. Per i lavoratori assunti a tempo parziale il versamento è dovuto comunque in misura intera. In caso di un dipendente con più rapporti part-time, neU’ambito di applicazione del presente C.C.N.L., sarà dovuta una sola iscrizione all’Ente. La quota sarà corrisposta mensilmente, per 13 mensilità, attraverso il mod. F/24 inserendo la voce FOSI alla “sezione INPS”. Il datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate alla bilateralità è tenuto a corrispondere al lavoratore, a partire dal mese successivo alla stipulazione del presente C.C.N.L., un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari a euro 20,00. Tale elemento deve essere corrisposto per 13 mensilità e rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto. L’importo non è riproporzionabile in caso di contratto di lavoro a tempo parziale.

Settore Riscossione Tributi: accordo sul rientro in azienda

 

 

Il giorno 9/9/2020 tra Agenzia delle Entrate – Riscossione e le OO.SS. FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, si è sottoscritto l’accordo per la regolamentazione del graduale rientro dei dipendenti in azienda

Con la firma del presente accordo, le parti hanno inteso regolamentare il graduale rientro in azienda dei dipendenti dell’Ente Agenzia delle Entrate – Riscossione, nel rispetto delle norme sulla sicurezza contenute nei diversi atti legislativi e contrattuali.
Al fine di ottimizzare l’operatività dell’Ente ed il servizio ai contribuenti, dal 28 settembre è previsto un rientro delle risorse in presenza. Tale rientro sarà funzionale all’apertura al pubblico mediante prenotazione, degli sportelli con correlata offerta dei servizi previsti di cassa e di informazione; per quanto riguarda tutti gli altri uffici il rientro in presenza del personale addetto coinvolgerà al massimo il 50% del personale in organico.
Pertanto, le Parti convengono quanto segue:
– in occasione della graduale ripresa delle attività lavorative delle Sedi dell’Ente e del conseguente incremento del numero dei lavoratori che torneranno a svolgere prestazioni lavorative in presenza, a decorrere dal 28/9/2020, in via provvisoria, sarà adottata una soluzione organizzativa in orario di ingresso nel rispetto del mantenimento delle distanze sociali;
– a tal fine sono individuate le seguenti fasce orarie di ingresso e di flessibilità, sia per evitare la congestione del traffico e dei mezzi di trasporto nonché per consentire l’accesso agli uffici in un arco temporale differenziato agevolando il transito dei dipendenti.

Orari di Sportello
– Flessibilità in ingresso dalle 7:30 alle 8:15.
Orari altre strutture
– Sedi di Roma, Napoli, Milano, Torino e Bari
2 fasce di orario di entrata:
dalle 7:30 alle 9:00 dalle 9:00 alle 10:30
L’assegnazione delle singole fasce di orario ai dipendenti avverrà a cura del responsabile della struttura, tenendo anche conto di eventuali specifiche esigenze rappresentate e motivate dai lavoratori. Nell’ambito delle diverse fasce orarie sarà inoltre prevista, ove necessaria, la turnazione del personale.
– Per le restanti sedi:

flessibilità in ingresso dalle 7:30 alle 10:30.
Lavoratori part time
Orario di sportello: per i lavoratori in part time l’orario d’ingresso resta quello individualmente già pattuito con la possibilità di fruire di una flessibilità di 45 minuti.
Orario altre strutture: per i lavoratori in part time, l’orario d’ingresso è quello individualmente già pattuito con la possibilità di fruire di una flessibilità di due ore (un’ora in più rispetto a quella già contrattualmente prevista).
Pausa Pranzo
Le Parti convengono parimenti che la Pausa pranzo, a fronte dell’adozione provvisoria di tali orari di ingresso, potrà essere fruita nelle seguenti fasce di orario:
– Pausa pranzo sportelli: dalle ore 13:30 alle ore 14:30.
– Pausa pranzo altre strutture: dalle ore 12:30 alle ore 14:30;
Resta fermo che per tutto il personale, ai fini dell’erogazione dei buoni pasto è necessaria una prestazione lavorativa minima in presenza di almeno 4 ore lavorative e che l’uscita dall’Ente avvenga almeno 15 minuti dopo la fine della pausa pranzo così come sopra disciplinata.
Per quanto non indicato nelle presenti intese è confermato quanto previsto dalle norme indicate nel CIA e negli accordi vigenti.
Il presente Accordo avrà decorrenza dal 28 del mese di settembre p.v. con durata fino alla data della revoca del periodo emergenziale, attualmente prevista peri il 15/10/2020.

Lavoratori marittimi imbarcati su galleggianti privi di apparato motore: regime previdenziale

Con messaggio n. 3275/2020, l’Inps fornisce le istruzioni per la gestione del rapporto assicurativo e contributivo dei marittimi componenti gli equipaggi dei galleggianti di stazza lorda superiore alle dieci tonnellate, privi di apparato motore, iscritti nei Registri delle Navi Minori e dei Galleggianti, nell’ambito del regime della legge n. 413/1984.

Le Strutture territoriali sono invitate a valutare le istanze di riesame dei provvedimenti di iscrizione, inoltrate dai datori di lavoro interessati, alla luce del mutato orientamento della giurisprudenza di legittimità e di merito in materia.

La legge, n. 413/1984, recante “Riordinamento pensionistico dei lavoratori marittimi”, all’articolo 4 individua le categorie di lavoratori marittimi che debbono essere iscritti alle assicurazioni generali obbligatorie gestite dall’INPS.
In particolare, si tratterebbe delle persone di nazionalità italiana o straniera che compongono, ai sensi di legge, l’equipaggio delle navi munite di carte di bordo o di documenti equiparati, nonché le persone assunte con contratto di arruolamento che prestano servizio sui galleggianti, aventi determinate caratteristiche, a condizione che risultino iscritte nelle matricole della gente di mare di prima, seconda o terza categoria.
L’articolo 5, rubricato definisce quali siano le navi ai fini dell’applicazione del regime previdenziale dei marittimi, trattasi di:
a) quelle iscritte nelle “Matricole delle navi maggiori”;
b) quelle iscritte nei “Registri delle navi minori e dei galleggianti”, aventi le caratteristiche di cui all’articolo 1287 del codice della navigazione;
c) quelle iscritte nei “Registri delle navi da diporto”;
d) le imbarcazioni da diporto, iscritte nei “Registri delle imbarcazioni da diporto” di stazza lorda superiore alle 10 tonnellate o con apparato motore di potenza massima di esercizio superiore a 35 cavalli-vapore, anche se costituisca mezzo di propulsione ausiliario;
e) i galleggianti iscritti nei “Registri delle navi minori e galleggianti” addetti al servizio dei porti, delle rade e del pilotaggio, qualunque ne sia la stazza purché abbiano mezzi di propulsione propri”.
In virtù della stessa formulazione dell’articolo 5, lettera e), sono stati quindi esclusi – anche in seguito ad approfondimenti con il Ministero del Lavoro e il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – i marittimi imbarcati su galleggianti privi di apparato motore e non addetti al servizio dei porti, delle rade e del pilotaggio, dal novero degli assicurati al regime previdenziale marittimo disciplinato dalla stessa legge n. 413/1984, e assoggetti piuttosto alle assicurazioni obbligatorie vigenti per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Il mutato orientamento della giurisprudenza di legittimità e di merito
Sulla questione, tuttavia, l’Inps segnala il mutato orientamento della giurisprudenza, tanto di merito che di legittimità, secondo cui rientrano nella nozione di navi, come individuate dall’articolo 5 della legge n. 413/1984, anche i galleggianti con una stazza lorda superiore alle dieci tonnellate, a prescindere dalla dotazione o meno di autonomi mezzi di propulsione e dalla tipologia d’impiego; conseguentemente, i marittimi ivi imbarcati devono essere iscritti al regime previdenziale recato dalla legge n. 413/1984.
In particolare, nella sentenza n. 15496/2007, la Corte di Cassazione ha ritenuto che, da una lettura degli articoli 136 e 1287 del codice della navigazione, concernenti il regime amministrativo delle navi, coordinate con le disposizioni dell’articolo 5, lettere b) ed e), della legge n. 413/84, i marittimi imbarcati sui galleggianti privi di propulsione propria – iscritti nei registri delle navi minori e dei galleggianti – sono da considerare tra i soggetti tutelati dal regime previdenziale recato dalla legge n. 413/1984 in commento.
In proposito, la Corte ha evidenziato come non sia possibile ritenere che la norma generale di cui all’articolo 136, che estende ai galleggianti mobili le disposizioni riguardanti le “navi”, non si applichi all’articolo 1287 del codice della navigazione, “l’articolo 1287 cod. nav. ricomprende, nel proprio ambito, espressamente agli effetti delle leggi per le assicurazioni sociali e per la previdenza, sia le navi (e, quindi, i galleggianti, giusta l’articolo 136 cod. nav.) aventi una certa stazza […] che quelle […] aventi un motore con determinate caratteristiche, indipendentemente dalla stazza”.
Quindi, secondo il giudice di legittimità, si tratta di coordinare ed applicare, “le disposizioni generali e speciali contenute negli articoli 136 c.n., comma 3, L. n. 413 del 1984, art. 5, lettera b) e art. 1287 c.n., con la conseguente applicazione anche […] della L. n. 413 del 1984”.
La giurisprudenza di merito (Cfr. Corte di Appello di Catania, n 1352/2013; Corte di Appello di Bari, 21/01/2020) si è conformata poi all’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione nella citata sentenza n. 15496/2007.

Assoggettamento al Regime previdenziale della L. n. 413/84 dei marittimi imbarcati su galleggianti superiori alle 10 di stazza lorda, privi di apparato motore
Alla luce del rinnovato orientamento giurisprudenziale, è stato chiesto parere sul punto al Ministero del Lavoro. Il predetto Ministero ha espresso parere favorevole in ordine all’assoggettamento dei marittimi imbarcati su galleggianti superiori alle dieci tonnellate di stazza lorda, privi di apparato motore, iscritti nei Registri delle navi minori e dei galleggianti (RNMG)e muniti di carte di bordo o di documenti equiparati, stante la decisione adottata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 15496/2007 ed il suo consolidamento in sede di merito.

Istruzioni procedurali
Per il versamento dei contributi obbligatori dovuti per i marittimi imbarcati sui galleggianti aventi le caratteristiche sopra illustrate, i datori di lavoro interessati, armatori dei galleggianti in argomento, debbono presentare domanda di apertura di apposita matricola contributiva, avvalendosi della procedura di iscrizione e variazione azienda presente nel sito Inps. L’Istituto rammenta infatti che, ai sensi dell’articolo 10 della legge n. 413/1984, le aziende amatoriali sono tenute a chiedere, per ciascuna nave gestita, l’apertura di una distinta matricola contributiva.
La matricola contributiva attribuita, contraddistinta dal c.s.c. 1.15.02 e, laddove ne ricorrano i requisiti, dal c.a. 8V (Fondo di solidarietà bilaterale del settore marittimo – SOLIMARE, deve essere utilizzata esclusivamente per l’assolvimento dell’obbligo contributivo relativo ai componenti l’equipaggio del galleggiante e limitatamente ai periodi di imbarco registrati sul prescritto documento di bordo.
Per l’esposizione dei dati contributivi riferiti ai marittimi imbarcati sui galleggianti, aventi le caratteristiche sopra indicate, i datori di lavoro utilizzeranno gli specifici codici tipo lavoratore in uso per il versamento dei contributi dovuti per i lavoratori marittimi, a copertura dei periodi di effettiva navigazione.
Si rammenta che il versamento dei contributi dovuti per i periodi di imbarco dei marittimi interessati deve essere effettuato nei termini indicati dall’articolo 11 della legge n. 413/1984.

Contributo forfettario per la domanda di emersione lavoro irregolare

Determinato il contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro, relativamente ai rapporti di lavoro irregolare.

Come noto, al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante dalla diffusione del contagio da COVID-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno di cui al TU immigrazione, possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri.
A tal fine è previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, nella misura seguente misura, per i diversi settori di attività: euro 300,00, per i settori dell’agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse; euro 156,00, per i settori dell’assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza; euro 156,00, per il settore del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
In caso di inammissibilità, archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa, non si procederà alla restituzione delle somme versate a titolo di contributo forfettario.

Indennità sportivi per il mese di giugno 2020: presentazione delle domande

L’articolo 12 del DL Agosto ha previsto un’indennità per il mese di giugno 2020, pari a 600 euro, in favore di titolari di rapporti di collaborazione presso il CONI, il CIP, le federazioni sportive nazionali e le discipline sportive associate del CONI e del CIP, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP, le società e associazioni sportive dilettantistiche. Con DM 27 agosto 2020 si individuano le modalità di presentazione delle relative domande – da presentarsi entro il termine perentorio del 15 settembre 2020 – e si definiscono i criteri di gestione delle risorse stanziate, le forme di monitoraggio della spesa, nonché le modalità di distribuzione delle eventuali risorse residue ad integrazione dell’indennità erogata per il mese di giugno 2020.

Indennità
L’indennità di euro 600, per il mese di giugno 2020, è riconosciuta, nel limite massimo di 90 milioni di euro, in relazione ai rapporti di collaborazione continuativa, già in essere alla data del 23 febbraio 2020, che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), DPR 22 dicembre 1986, n. 917, che soddisfino i seguenti requisiti:
– le società e associazioni sportive dilettantistiche devono essere iscritte, alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, nel Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal CONI;
– gli altri organismi sportivi devono comunque essere riconosciuti, ai fini sportivi, dal CONI e dal CIP.
L’indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, e non è riconosciuta ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza, del reddito di emergenza, e delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, così come prorogate e integrate dagli articoli 68, 69, 70, 71, 78, 84 e 85 del citato decreto-legge n. 34 del 2020.
Si considerano reddito da lavoro che escludeno il diritto a percepire l’indennità anche i redditi da lavoro autonomo di cui all’articolo 53, DPR n. 917/1986, i redditi da lavoro dipendente e assimilati di cui agli articoli 49 e 50, DPR n. 917/1986, nonché le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità di cui alla L. n. 222/1984.

Erogazione automatica
Ai soggetti già beneficiari dell’indennità in commento ex art. 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, o ex art. 98 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, la medesima indennità pari a 600 euro è erogata, senza necessità di ulteriore domanda, anche per il mese di giugno 2020, entro 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Presentazione delle nuove domande
Al di fuori di tali casi, gli aventi diritto possono chiedere l’erogazione dell’indennità da parte di Sport e Salute s.p.a. presentando a quest’ultima la relativa domanda attraverso apposita piattaforma informatica, entro il termine perentorio del 15 settembre 2020. La domanda contiene i seguenti elementi essenziali:
a) dati anagrafici;
b) dati relativi alla collaborazione sportiva;
c) codice IBAN dell’avente diritto o del genitore per i collaboratori minorenni;
d) assenso al trattamento dati personali in conformità alla normativa vigente e secondo l’apposita informativa pubblicata nella piattaforma informatica;
e) dichiarazione rilasciata ai sensi del DPR n. 445/2000, sotto la propria responsabilità, relativa alla preesistenza del rapporto di collaborazione alla data del 23 febbraio 2020, alla sussistenza dei requisiti prescritti dal decreto in merito alla riduzione, cessazione o sospensione del lavoro come conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, al non percepimento di altro reddito da lavoro per il mese giugno 2020, nonché di non essere già percettore del reddito di cittadinanza, del reddito di emergenza, delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del DL 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, così come prorogate e integrate dagli articoli 68, 69, 70, 71, 78, 84 e 85 del DL 19 maggio 2020, n. 34.
Sarà inoltre necessario allegare alla domanda i seguenti documenti: copia fronte retro di un documento di riconoscimento valido dell’avente diritto; copia del contratto di collaborazione o della lettera di incarico, ovvero attestazione dell’organismo sportivo committente da cui risultino gli elementi di cui alle lettere a), b) e e) sorpa illustrate; e solo nel caso di assenza dei documenti di cui alla lettera b), prova dell’avvenuto pagamento nel mese di febbraio 2020.

Piattaforma informatica
Sport e Salute s.p.a., al fine di adempiere agli obblighi previsti, rende operativa una piattaforma informatica per fornire agli interessati informazioni circa le modalità di presentazione della domanda e per svolgere gli adempimenti a tal fine necessari. La piattaforma consente agli utenti di procedere, previo accreditamento alla stessa, alla presentazione formale della domanda e dei documenti di cui sopra.
Ai fini della realizzazione della piattaforma informatica, Sport e Salute s.p.a., previa intesa con il CONI, acquisisce i dati presenti nel registro di cui all’art. 7, co. 2, del DL 28 maggio 2004, n. 136, nonché l’elenco degli altri organismi sportivi comunque riconosciuti, a fini sportivi, dal CONI e dal CIP. I dati raccolti nella piattaforma di Sport e Salute s.p.a. sono trattati, nel rispetto delle garanzie di riservatezza previste dalla legge.

Istruttoria, controllo e monitoraggio
Sport e Salute s.p.a., ricevute e acquisite le domande, le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione, assicurato dal rilascio attraverso la piattaforma informatica di una notifica di avvenuta ricezione della stessa. Verifica la completezza della domanda e della documentazione allegata ed effettua idonei controlli, a campione e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicità della documentazione e delle dichiarazioni sostitutive fomite.
I controlli a campione possono essere svolti, anche in loco, presso gli enti avvalendosi delle proprie strutture territoriali, al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni.
Le domande di indennità, se complete di tutta la documentazione richiesta, sono approvate in ordine cronologico di ricevimento.
Entro quindici giorni dalla ricezione della domanda o dalla successiva data di integrazione dei documenti, Sport e Salute s.p.a. eroga l’indennità direttamente all’avente diritto, esclusivamente tramite bonifico bancario sul codice IBAN indicato nella domanda, sino a concorrenza dell’importo residuo rispetto al limite di spesa complessivo individuato.
Sport e Salute s.p.a. provvede, infine, al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica, con cadenza settimanale, i risultati di tale attività al Ministro per le politiche giovanili e lo sport e al Ministero dell’economia e delle finanze. Laddove emerga che siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto al predetto limite di spesa, non saranno prese in considerazione ulteriori domande, dandone comunicazione ai predetti Ministeri.

Gestione risorse
Eventuali risorse residue sono utilizzate per elevare l’importo dell’indennità riconosciuta per il mese di giugno 2020, sino ad un importo massimo complessivo di 1.000 euro pro-capite, con riferimento ai soli richiedenti che nell’anno 2019 abbiano percepito compensi superiori complessivamente a 10.000 euro annui. Sport e Salute s.p.a. provvede al monitoraggio del riconoscimento dell’eventuale integrazione e comunica, con cadenza settimanale, i risultati di tale attività al Ministro per le politiche giovanili e lo sport e al Ministero dell’economia e delle finanze.

Sottoscritto il nuovo CCNL per i lavoratori domestici

 

 

Firmato il rinnovo del CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico

Il contratto decorre dal 1° ottobre 2020 e scadrà il 31 dicembre 2022 e si applica agli assistenti familiari (colf, badanti, babysitter ed altri profili professionali di cui al presente CCNL.
Le Parti Sociali concordano l’aggiornamento degli attuali minimi retributivi con decorrenza dal 1/1/2021

Tabella A

Livelli

Lavoratori conviventi

Art. 14 – 1° co., lettera a)

Valori mensili

Indennità

A 645,50  
AS 762,88  
B 821,56  
BS 880,24  
C 938,94  
CS 997,61  
D 1.173,65 173,55
DS 1.232,33 173,55

Tabella B

Livelli

Lavoratori di cui art. 14 2° Co.

Valori mensili

B 586,83
BS 616,18
C 680,71

Tabella C

Livelli

Lavoratori non conviventi

Art. 14 – 1° Co., lettera b)

Valori orari

A 4,69
AS 5,53
B 5,86
BS 6,22
C 6,57
CS 6,93
D 7,99
DS 8,33

Tabella D

Livelli

Assistenza notturna

Valori mensili

Autosufficienti

Non autosufficienti

BS 1012,27  
CS   1.147,24
DS   1.417,21

Tabella E

Presenza notturna

(valori mensili)

Liv. Unico 677,78

Tabella G

Lavoratori di cui all’art. 14 – 9° comma

Livello

Valori orari

CS 7,45
DS 8,98

Indennità

Indennità

(valori giornalieri)

Pranzo e/o colazione 1,96
Cena 1,96
Alloggio 1,69
Totale indennità Vitto e alloggio 5,61

 

Con il nuovo CCNL vengono fissate anche le seguenti indennità a decorrere dall’1/10/2020:

a) Sino al compimento del sesto anno di età di ciascun bambino assistito, l’assistente familiare inquadrata nel profilo B Super), lett. b) (baby sitter) avrà diritto a percepire, oltre al minimo retributivo di cui all’art. 35, anche l’indennità mensile di cui alla successiva Tabella H). Tale indennità è assorbibile da eventuali superminimi individuali di miglior favore percepiti dal lavoratore.

Livello

Indennità art. 34 – 3° comma

Valori mensili Valori orari
BS 115,76 0,70

b) Al lavoratore inquadrato nel livello C Super) o D Super) addetto all’assistenza di più di una persona non autosufficiente, è altresì dovuta l’indennità mensile nella misura di cui alla Tabella I). Tale indennità è assorbibile da eventuali superminimi individuali di miglior favore percepiti dal lavoratore.

Livello

Indennità art. 34 – 4° comma

Valori mensili Valori orari
CS 100,00 0,43
DS 100,00 0,43

 

Inoltre, decorsi 12 mesi dalla data di decorrenza del presente CCNL, al lavoratore inquadrato nei livelli B), B super), C super) e D super) in possesso della certificazione di qualità di cui alla norma tecnica UNI 11766:2019 in corso di validità, è dovuta l’indennità mensile di cui alla Tabella L). Tale indennità è assorbibile da eventuali trattamenti retributivi di miglior favore complessivamente percepiti dal lavoratore.

Per i lavoratori conviventi inquadrati nel profilo D super) tale indennità è assorbita da quella di funzione di cui alla Tabella A).

Livello

Indennità art. 34 – 7° comma

Valori mensili Valori orari
B 8,00 0,03
BS 10,00 0,04
CS 10,00 0,04

Contratto a termine
Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a 24 mesi. In questi casi si possono effettuare fino a quattro proroghe a condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato; la durata complessiva del rapporto a termine non potrà essere comunque superiore, compresa la eventuale proroga, ai 24 mesi. Nei contratti a tempo determinato di durata superiore ai 12 mesi è necessario l’inserimento della causale.

Discontinue prestazioni notturne di cura alla persona
Ai soli fini dell’assolvimento dell’obbligo contributivo, l’orario convenzionale di lavoro è pari ad otto ore giornaliere.

Prestazioni esclusivamente d’attesa
Ai soli fini dell’assolvimento dell’obbligo contributivo l’orario convenzionale di lavoro è pari a cinque ore giornaliere, oltre alle prestazioni eventualmente retribuite

Periodo di prova
I lavoratori inquadrati nei livelli D) e D super) ed i lavoratori operanti in regime di convivenza indipendentemente dal livello di inquadramento, sono soggetti ad un periodo di prova regolarmente retribuito di 30 giorni di lavoro effettivo. Per i restanti rapporti di lavoro, il periodo di prova è di 8 giorni di lavoro effettivo.

 

Orario di lavoro
L’eventuale patologia contratta dal lavoratore durante il periodo feriale che determini il ricovero ospedaliero, laddove debitamente certificata, interrompe il godimento delle ferie per l’intera sua durata.

Ferie
I lavoratori hanno diritto a permessi individuali retribuiti per l’effettuazione di visite mediche documentate, per le incombenze legate al rinnovo del permesso di soggiorno e per le pratiche di ricongiungimento familiare, purché coincidenti anche parzialmente con l’orario di lavoro.

Permessi
I lavoratori hanno diritto a permessi individuali retribuiti per l’effettuazione di visite mediche documentate, per le incombenze legate al rinnovo del permesso di soggiorno e per le pratiche di ricongiungimento familiare, purché coincidenti anche parzialmente con l’orario di lavoro

Permessi per formazione professionale
I lavoratori a tempo pieno e indeterminato, con anzianità di servizio presso il datore di lavoro di almeno 6 mesi, possono usufruire di un monte ore annuo di 40 ore di permesso retribuito per la frequenza di corsi di formazione professionale specifici per collaboratori o assistenti familiari. Fermi i requisiti sopra indicati, per la frequenza di corsi di formazione finanziati o comunque riconosciuti dall’Ente bilaterale Ebincolf di cui all’ art. 48, il monte ore annuo dei permessi retribuiti ammonta a 64 ore.

 

Congedo per le donne vittime di violenza di genere
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 24 D.Lgs. 80/2015 e successive modificazioni ed integrazioni la lavoratrice inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio, ha il diritto di astenersi dal lavoro per motivi connessi al percorso di protezione per un periodo massimo di tre mesi.  Il periodo di congedo è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, nonché ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto.

Risoluzione del rapporto di lavoro
I familiari coabitanti, i coniugi, le persone unite da unione civile o da stabile convivenza di fatto ai sensi della L. n. 76/2016 e successive modificazioni ed integrazioni, il cui stato familiare sia certificato da registrazione storico anagrafica, sono obbligati in solido per i crediti di lavoro maturati dal prestatore di lavoro. In ogni caso il soggetto obbligato in solido risponde solo entro i limiti della durata temporale risultante dalla suddetta registrazione storico anagrafica

Contributi di assistenza contrattuale
Le Organizzazioni e Associazioni stipulanti procederanno alla riscossione di contributi di assistenza contrattuale obbligatori. Sono tenuti al loro versamento tanto i datori di lavoro che i rispettivi dipendenti, nella misura oraria di euro 0,06 dei quali 0,02 a carico del lavoratore

Commissioni territoriali di conciliazione
Il lavoratore deve essere assistito dal rappresentante di una Organizzazione sindacale dei lavoratori firmataria del presente contratto. In caso di assenza del rappresentante di un’Associazione datoriale, nel verbale di conciliazione deve essere esplicitato che il datore di lavoro è stato informato della possibilità di essere assistito da un’Associazione datoriale e che vi abbia espressamente rinunciato.