Lettera di impugnazione del licenziamento successiva alla presentazione del ricorso

La lettera di impugnazione stragiudiziale del licenziamento può essere prodotta anche in una fase successiva alla presentazione del ricorso. Nel caso concreto, la necessità di indicare e depositare la lettera di impugnazione del licenziamento è sorta per effetto delle difese della società datrice di lavoro, e, pertanto, a seguito del contraddittorio fra le parti, trovando poi attuazione con la memoria di replica alla domanda riconvenzionale della resistente, quale prima difesa o risposta successiva alla proposizione dell’eccezione (Cassazione, sentenza n. 25346/2019).

La Corte d’appello di Milano, pronunciando nella causa promossa per l’accertamento, fra altre domande, della nullità del termine apposto al contratto di un lavoratore nonché per l’accertamento della illegittimità del licenziamento intimatogli per cessazione dell’attività produttiva, ha rigettato il gravame della società avverso le sentenze non definitiva e definitiva del Tribunale della stessa sede, rilevando come il richiamo nella pronuncia di primo grado alla lettera di impugnazione del licenziamento, già oggetto di stralcio in quanto prodotta soltanto con la memoria di replica alla domanda riconvenzionale, dovesse valere quale revoca implicita di tale provvedimento, in base ai poteri conferiti al giudice dall’art. 421 cod. proc. civ. e avuto riguardo alla indispensabilità del documento ai fini della decisione.
Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso la società affidandosi a quattro motivi, di cui consideriamo di seguito i primi due (considerati infondati). La Corte di merito si è uniformata al consolidato orientamento, secondo il quale, nel rito del lavoro, l’omessa indicazione di un documento, nell’atto introduttivo del giudizio di primo grado, e l’omesso deposito del medesimo contestualmente a tale atto, determina la decadenza del diritto alla produzione, salvo che la produzione non sia giustificata dal tempo della loro formazione o, come nella fattispecie, dall’evolversi della vicenda processuale nel tempo successivo al ricorso ed alla memoria di costituzione; fermo restando che tale rigoroso sistema di preclusioni trova un contemperamento – ispirato alla esigenza della ricerca della “verità materiale”, cui è funzionale il rito del lavoro, teso a garantire una tutela differenziata in ragione della natura dei diritti che nel giudizio devono trovare riconoscimento – nei poteri d’ufficio del giudice in materia di ammissione di nuovi mezzi di prova, ove indispensabili ai fini della decisione della causa.
Nel caso concreto, la necessità di indicare e depositare la lettera di impugnazione del licenziamento è sorta per effetto delle difese della società datrice di lavoro, e, pertanto, a seguito del contraddittorio fra le parti, trovando poi attuazione, come è pacifico, con la memoria di replica alla domanda riconvenzionale della resistente, quale prima difesa o risposta successiva alla proposizione dell’eccezione.
Né rileva, sul piano della conformità all’art. 421 cod. proc. civ., che l’utilizzo in sede decisionale della lettera di impugnazione del licenziamento, a sostegno dell’accertata sussistenza del fatto impeditivo della decadenza, non fosse stato preceduto dalla concessione di un termine per il deposito di note difensive ex art. 420, comma 6°, cod. proc. civ., non essendo trascritto dalla ricorrente il verbale di udienza in cui venne assunto dal giudice il provvedimento di stralcio, né comunque dedotto che nei confronti del documento – al di là della questione relativa alla tardività e irritualità della sua produzione – fossero stati proposti anche temi di indagine diversi, attinenti alla sua idoneità ed efficacia probatoria, o formulate riserve di qualsiasi genere in tal senso, tali da rendere necessaria l’instaurazione fra le parti di uno specifico contraddittorio.

Le retribuzioni vigenti degli operai agricoli di Livorno

Pubblicate le tabelle retributive vigenti per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Livorno

Le tabelle retributive sotto riportate, applicabili agli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Livorno, contengono gli aumenti retributivi previsti dall’Ipotesi di accordo 19/6/2018 di rinnovo del CCNL di settore.

Operai Tempo indeterminato

QUALIFICHE

Salario Contrattuale

Aumento CCNL 1,2%

Paga mensile

Paga Oraria

SPECIALIZZ.SUPER 1.618,108 19,093 1.637,201 9,688
SPECIALIZZATI 1.546,047 18,243 1.564,290 9,256
QUALIFICATI SUPER 1.483,716 17,507 1.501,223 8,883
QUALIFICATI 1.395,385 16,465 1.411,850 8,354
COMUNI 1.267,789 14,959 1.282,748 7,590

 

Operai Tempo determinato

QUALIFICHE

Paga  Oraria

Aumento cnnl 1,2%

Nuova Paga Oraia

3° elem. 30,44%

Totale Orario

T.F.R.    8,63%

SPECIALIZZ.SUPER 9,574 0,147 9,721 2,914 12,635 0,839
SPECIALIZZATI 9,145 0,140 9,285 2,784 12,069 0,801
QUALIFICATI SUPER 8,779 0,135 8,914 2,672 11,586 0,769
QUALIFICATI 8,255 0,127 8,382 2,513 10,895 0,723
COMUNI 7,499 0,115 7,614 2,283 9,897 0,657

 

Aggiornate le percentuali contributive della C.E. di Ferrara

La Cassa Edile di Ferrara pubblica le percentuali contributive in vigore dall’1/10/2019 come modificate dall’accordo del 26/6/2019

Con accordo siglato il 26 giugno 2019, tutte le Parti Sociali territoriali per l’edilizia – Ance Ferrara, Cna Costruzioni Nazionale, Confartigianato Ferrara, Legacoop Estense di Ferrara, Confcooperative della Provincia di Ferrara, Agci Ferrara e Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil di Ferrara, concordano che per tutte le imprese, le aliquote contributive a far data dal 1° ottobre 2019, saranno le seguenti:

Contributo

A carico operaio

A carico ditta

TOTALE

Cassa Edile 0,375% 1,875% 2,250%
Prestazioni sanitarie / Fondo sanitario (dopo la costituzione del fondo)   0,250% 0,250%
A.P.E. ordinaria   3,840% 3,840%
Quote di adesione contrattuale 0,937% (1) 0,722% 1,659%
Edilform Estense contributo per la formazione   0,500% 0,500%
Edilform Estense contributo per la sicurezza   0,500% 0,500%
R.L.S.T.   0,500% 0,500%
Malattia/Infortunio carenza e prestazioni varie   1,060% 1,060%
Fondo prepensionamenti   0,200% 0,200%
Fondo sanitario (2) – (3)   0,350% 0,350%
Fondo incentivo occupazione (3)   0,100% 0,100%
TOTALI 1,312% 9,897% 11,209%

– (1) –

Le cooperative aderenti alle associazioni Lega Cooperative, Concooperative e AGCI versano solo la quota nazionale dello 0,222%.

– (2) –

Per gli impiegati la contribuzione a totale carico ditta è pari allo 0,26%.

– (3) –

Contribuzione calcolata sulle seguenti voci retributive: minimo – afac (solo artigiani) – contingenza – EDR – ITS.

Appalto: infortunio sul lavoro e responsabilità solidale

La Corte di Cassazione con sentenza n. 26614 del 18/10/2019, ha ribadito la responsabilità solidale in caso di infortunio sul lavoro, qualora vi sia affidamento di lavori in appalto all’interno dell’azienda.

Il caso di specie riguarda il ricorso presentato dai congiunti di due giovani, deceduti nell’infortunio sul lavoro avvenuto la mattina di Capodanno del 2006 in Egitto, in area desertica non distante da Sharm el-Sheikh, mentre svolgevano la loro attività di animatori turistici. Tale ricorso è stato accolto nei primi due gradi di giudizio riconoscendo la responsabilità solidale delle società datoriali.
La Corte di appello ha riconosciuto la responsabilità delle due società che in sinergia e collaborazione tra loro, si occupavano una della selezione, del reclutamento e dell’assegnazione dei ragazzi alle diverse destinazioni, mentre l’altra fruiva direttamente delle prestazioni degli animatori per i propri scopi imprenditoriali. Anche non ravvisandosi un formale rapporto di appalto, in mancanza di qualsiasi evidenza contrattuale – ed anche perché l’articolazione delle due società risultava meramente fittizia, strumentale e simulata esistendo per contro un’unica organizzazione all’interno della quale vi era totale commistione di funzioni, ruoli e prerogative -, comunque la tutela antinfortunistica spetta a tutti gli addetti, anche solo di fatto, ad un’attività lavorativa, a prescindere dalla formale assunzione al lavoro e anche dall’eventuale mancato perfezionamento del contratto, purché sia provata la consapevolezza dell’imprenditore circa l’attività svolta dal prestatore d’opera, poi infortunatosi.
Il ricorso presentato in Cassazione dalla società datoriale è stato respinto affermando una responsabilità solidale considerando il principio più volte ribadito dalla giurisprudenza di questa Corte che considera nell’affidamento di lavori in appalto all’interno dell’azienda, il committente, nella cui disponibilità permanga l’ambiente di lavoro, obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità e la salute dei lavoratori, ancorché dipendenti dell’impresa appaltatrice, e che consistono nel fornire adeguata informazione ai singoli lavoratori circa le situazioni di rischio, nel predisporre quanto necessario a garantire la sicurezza degli impianti e nel cooperare con l’appaltatrice nell’attuazione degli strumenti di protezione e prevenzione dei rischi connessi sia al luogo di lavoro sia all’attività appaltata.

In scadenza la prima rata di contribuzione al Fondo Sanilog

Entro il 16/11/2019 le aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, dovranno versare al Fondo Sanilog, per singolo dipendente, la prima rata semestrale di contribuzione.

Le aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, entro e non oltre il 16 novembre 2019, dovranno versare al Fondo di assistenza sanitaria integrativa Sanilog, per singolo dipendente non in prova a tempo indeterminato compreso l’apprendista, in forza alla data del 31 ottobre 2019, la prima rata semestrale di contribuzione per il periodo 1° gennaio 2020 – 30 giugno 2020, pari ad € 60.
Il suddetto versamento dovrà essere effettuato tramite modello F24.
Per riscontrare la correttezza dell’elenco della forza lavoro e conoscere l’importo totale del versamento, dal 31 ottobre entro e non oltre il 16 novembre 2019, l’azienda dovrà accedere alla propria area riservata, verificare la distinta di contribuzione del “I semestre 2020” ed effettuare la registrazione di eventuali nuove assunzioni o cessazioni.
Il ritardato pagamento del contributo da parte dell’azienda comporterà la sospensione della copertura Sanilog dei dipendenti dal 1° gennaio 2020 e la successiva comunicazione dell’omissione contributiva agli stessi tramite posta ordinaria oltre all’applicazione di un interesse di mora pari al tasso ufficiale legale, aumentato di due punti percentuali.
In caso di mancata adesione o di omissione contributiva, l’azienda ha una responsabilità diretta nei confronti dei propri dipendenti. Pertanto l’azienda che ometta il versamento dei contributi suddetti è responsabile verso i lavoratori non iscritti al Fondo della perdita delle relative prestazioni sanitarie, salvo il risarcimento del danno subito.

Malattia professionale e decesso del dipendente: risarcimento per la perdita del rapporto parentale

In caso di decesso del lavoratore per malattia professionale, il pregiudizio da “perdita del rapporto parentale” rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell’esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, nonché nella sofferenza interiore derivante dal venir meno del rapporto.

Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di alcune ererdi di un lavoratore deceduto, i quali chiedevano la condanna del datore al risarcimento “iure hereditatis” del danno biologico da invalidità permanente, danno morale e danno esistenziale sofferto dal congiunto nonché al risarcimento iure proprio del danno morale, psicofisico ed esistenziale.
Premesso che il pregiudizio del quale si lamenta il mancato ristoro non è riconducibile ad alcuna delle voci di danno oggetto della originaria domanda, quale sopra ricostruita, posto che il danno biologico si configura quale lesione della integrità psicofisica della persona in se considerata, indipendentemente dalle ripercussioni che essa può comportare sulla capacità di lavoro e di guadagno del soggetto e comprende anche il danno cd. esistenziale (quale componente dinamico-relazionale attinente alla vita esterna del danneggiato), appartenendo tali categorie (o voci) di danno alla stessa area protetta dall’art. 32 Cost, mentre il danno morale concerne la sofferenza interiore patita dal soggetto in conseguenza della lesione del suo diritto alla salute, costituiva onere delle ricorrenti dimostrare l’avvenuta rituale allegazione, nell’ambito del giudizio di merito, dell’esistenza di un danno non patrimoniale da perdita della vita riferito al congiunto.
Relativamente al danno sofferto dalle ricorrenti per il decesso del genitore, gli Ermellini ricordano che, il pregiudizio da perdita del rapporto parentale rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell’esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, nonché nella sofferenza interiore derivante dal venir meno del rapporto. Tale danno deve essere oggetto di allegazione e prova.
In ogni caso tali motivi di doglianza appaiono privi di pregio alla luce della giurisprudenza di legittimità che nel riconoscere la tutela risarcitoria per danno non patrimoniale connesso alla violazione dei diritti inviolabili della famiglia ha ribadito che tale danno, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza che deve essere allegato e provato, neppure potendo condividersi la tesi che trattasi di danno in re ipsa, sicché dovrà al riguardo farsi ricorso alla prova testimoniale, documentale e presuntiva.

Cemento – Industria: trattenuta quota contribuzione per le organizzazioni sindacali

Trattenuta, ne corrente mese di ottobre, la quota di sottoscrizione contrattuale a carico dei lavoratori non iscritti ai sindacati che applicano il CCNL Cemento – Industria.

 

Nei confronti dei lavoratori iscritti alle sopra richiamate Organizzazioni sindacali, non si dovrà procedere ad alcuna trattenuta.
Diversamente, le Aziende effettueranno la trattenuta ai lavoratori non iscritti a Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, che non abbiano manifestato espressamente la non accettazione, sulla retribuzione corrisposta nel mese di ottobre 2019.
Le quote trattenute verranno versate dalle Aziende sul seguente conto corrente bancario
Federazione dei Lavoratori delle Costruzioni
presso Banca Popolare di Sondrio
IBAN: IT83 F 05696 03200 000012811X17

Premio di risultato per le BCC Lazio, Umbria, Sardegna

21 ott 2019 Siglato il 14/10/2019, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna e la FABI, FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la UILCA, la SINCRA UGL Credito, l’accordo per l’erogazione del premio di risultato nel Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna.

Il presente accordo individua una specifica disciplina per l’erogazione del Premio di Risultato di cui al Contratto Collettivo Integrativo Interregionale di secondo livello per i Quadri Direttivi e per il personale delle Aree Professionali delle BCC/CRA, e tiene conto delle risultanze dei bilanci dell’anno 2018 con riguardo agli indicatori quantitativi di produttività, redditività, ed efficienza.
Il presente accordo si applica a tutti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle Aziende associate alla Federazione.
Le parti si danno atto che dai dati condivisi nell’incontro tecnico di cui in premessa è risultato che la BCC di Formello e Trevignano Romano, la BCC di Ronciglione e Barbarano e la BCC del Velino hanno presentato un bilancio senza utili di esercizio.
In applicazione di quanto fin qui convenuto, le parti convengono che il Premio di Risultato, da erogare nel mese di ottobre dell’anno 2019 – salvo l’esercizio da parte dei lavoratori della facoltà di sostituire al premio le prestazioni di “Welfare” -, è quello di cui alla seguente tabella.

 

TOTALE PREMIO DA PAGARE

NUMERO DIP.

MEDIA PER DIP.

ARBOREA 269,90 45,00 6,00
BELLEGRA 69,29 30,75 2,25
CAGLIARI 187,83 26,00 7,22
CASTELLI ROMANI E TUSCOLO 121,60 81,00 1,50
CIRCEO E PRIVERNATE 56,50 33,00 1,71
FORMELLO E TREVIGNANO 0,00 49,00 0,00
COLLI ALBANI 58,75 109,00 0,54
UMBRIA 275,12 178,00 1,55
NETTUNO 74,69 35,00 2,13
BANCA CENTRO LAZIO 130,02 153,00 0,85
PALIANO 24,93 33,00 0,76
PONTINIA 339,59 87,00 3,90
RIANO 30,52 32,00 0,95
ROMA 2.310,24 1.448,00 1,60
RONCIGLIONE E BARBARANO 0,00 76,00 0,00
SPELLO E BETTONA 51,95 76,00 0,68
VELINO 0,00 20,00 0,00

Ai dipendenti della Federazione delle BCC del Lazio Umbria Sardegna sarà pagato un Premio di Risultato pari alla media dei premi corrisposti dalle BCC aderenti e potranno avvalersi della facoltà di trasformare, in tutto o in parte, l’erogazione del premio con le prestazioni di “Welfare“.
Al fine di favorire il benessere dei lavoratori e soddisfare le esigenze di vita attraverso le anzidette misure di Welfare in caso di opzione per la fruizione dei servizi di Welfare, in trasformazione del premio, l’Azienda aggiungerà all’importo destinato dal lavoratore agli stessi servizi, un contributo a proprio carico pari al 20% dell’importo stesso nel rispetto dei limiti di cui alla legislazione vigente.

Firmato l’accordo sul Pdr per le BCC Abruzzo e Molise

Sottoscritto, il giorno 30/9/2019, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise e le OO.SS. territoriali FABI, FIRST-CISL e FISAC-CGIL, l’accordo per la determinazione e l’erogazione del PdR 2019

Il 30/9/2019, tra le parti territoriali Abruzzo Moliso del settore BCC, è stato firmato l’accordo per l’erogazione del Premio di Risultato 2019, relativo al bilancio di esercizio 2018.
Pertanto, le Parti hanno proceduto alla verifica dei suddetti dati di bilancio, al fine di determinare l’importo complessivo per ciascuna BCC come risultante dalla “tabella PDR 2019” allegata all’accordo e hanno poi disposto quanto segue:

Il Premio di risultato anno 2019 sarà erogato da ciascuna BCC nel mese di ottobre 2019, secondo le previsioni di cui all’Allegato “F” del CCNL delle BCC/CRA del 9/1/2019, quindi al personale in servizio nel mese di erogazione e che abbia prestato attività lavorativa nel corso dell’anno di misurazione 2018. Nel caso di inizio del rapporto di lavoro durante l’anno di Misurazione il Premio di Risultato verrà erogato in proporzione ai mesi di servizio prestati, considerando come mese intero l’eventuale frazione superiore ai 15 giorni.
Le Parti, nel rispetto della normativa vigente, riconoscono ai dipendenti delle BCC aderenti alla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise, nonché ai dipendenti della Federazione stessa, che abbiano reddito IRPEF inferiore ad euro 80.000 ed entro il limite di importo complessivo di euro 3.000 lordi, la possibilità di optare per una delle forme di welfare concordate tra le parti e riportate nella tabella in calce al presente articolo, in sostituzione, in tutto o in parte, dell’importo maturato a titolo di Premio di risultato 2019. L’importo definito a titolo di premio di risultato sarà maggiorato del 7%, a carico dell’Azienda, per i dipendenti che opteranno, come sopra, per le prestazioni di welfare riportate nella Tabella che segue.
A tale fine i dipendenti interessati dovranno esprimere la loro scelta con apposita comunicazione scritta all’ufficio del personale (o in mancanza alla Direzione Generale) della BCC di appartenenza – ovvero attraverso differente modalità che sarà tempestivamente comunicata – recante la volontà di avvalersi delle prestazioni di welfare riportate nella tabella, specificandone il tipo, unitamente all’entità della quota di Premio da destinarvi e consegnando la relativa documentazione di spesa in originale. Le somme relative al piano welfare sono quelle relative a spese effettuate dal dipendente per sé o per i propri familiari, ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. n. 917/1986.

 

 

Prestazioni assoggettate a rimborso Rette, tasse, iscrizioni asili/scuole/università, comprese le mense scolastiche
Campus estivi/invernali
Testi scolastici/universitari
Ludoteche
Assistenza anziani o non autosufficienti
Contributo al Fondo Pensione

Le somme erogate a titolo di Premio di risultato, sono assoggettati alla normativa fiscale e previdenziale vigente in materia di tassazione agevolata e sgravi contributivi a favore delle somme erogate in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale a titolo di retribuzione di produttività.

Convenzione tra INPS e CAF per la trasmissione delle domande di Rdc e Pdc

È stata adottata la convenzione con i CAF per l’attività di raccolta e trasmissione delle domande di Reddito di cittadinanza e di Pensione di cittadinanza per il 2019.

L’Inps indica ai CAF le modalità per lo svolgimento del servizio, sinteticamente: acquisizione della delega specifica del richiedente e adozione dei registro cronologico. Nel caso in cui ci si trovi in presenza di menomazioni fisiche, o analfabetismo, che non consentano la compilazione e firma della delega, la stessa può essere presentata priva della firma solo ed esclusivamente mediante allegazione del documento di identità che riporta l’annotazione dell’impossibilità alla firma; controllo dell’identità dei richiedente; assistenza nella compilazione delle domande. Si chiarisce che, nel caso in cui ci si trovi in presenza di menomazioni fisiche, o analfabetismo, che non consentano la compilazione e firma della domanda, il Caf non acquisisce la firma ove tale condizione di impossibilità risulti dal medesimo documento d’identità rilasciato dal Comune; rilascio al richiedente di copia delle domande, anche limitatamente alla parte in cui sono raccolti i dati personali ed alla informativa sul relativo trattamento; trasmissione ad INPS, entro 10 lavorativi dalla data di presentazione, della domanda RdC/PdC e del modello RdC/PdC Com Ridotto ed Esteso, con un ISEE fino ad euro 11.000,00; conservazione della documentazione.
Al momento in cui acquisisce le domande, il CAF informa il richiedente di quanto segue: 1. i dati acquisiti saranno trasmessi all’INPS, in osservanza delle disposizioni normative in materia e della convenzione in parola; 2. nel caso di presentazione del modello Com Ridotto non contestuale alla domanda di Rdc, in mancanza di presentazione del predetto modello entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda, ciò comporta l’impossibilità per l’INPS di procedere alla definizione della domanda; 3. in caso di presentazione del modello Com Esteso, la compilazione del modello deve avvenire entro 30 giorni dall’evento da comunicare, pena la decadenza dal beneficio; 4. a conclusione dell’istruttoria da parte dell’INPS, dà notizia al richiedente dell’esito delle domande presentate per il suo tramite.