Aliquota contributiva ex CUAF per i lavoratori iscritti al Fondo speciale ex Ipost


09 ottobre 2019 A seguito dell’analisi condotta sull’assetto delle coperture assicurative in materia di assegni familiari per i lavoratori iscritti al Fondo speciale ex Ipost, l’inps fornisce chiarimenti ed istruzioni in materia.


Tenuto conto dell’evoluzione del quadro delle tutele obbligatorie relative all’assicurazione della ex Cassa unica assegni familiari di detti lavoratori iscritti alla Gestione ex Ipost, e al fine di favorire l’adozione di comportamenti uniformi sul territorio nazionale, verrà operata la revoca del codice di autorizzazione “1C” (avente il significato di “esonero dal versamento del contributo CUAF”) ancora eventualmente presente nelle posizioni aziendali interessate.
Ai fini della determinazione della misura del contributo per il finanziamento dell’assegno per il nucleo familiare (CUAF), si ricorda che per la generalità dei datori di lavoro, secondo quanto previsto dall’articolo 25 della legge n. 845/1978, l’aliquota CUAF si attesta nella misura del 6,20%. Tuttavia, con il DM 21 febbraio 1996, in attuazione della legge n. 335/1995, il Ministero del Lavoro ha disposto l’elevazione dell’aliquota contributiva di finanziamento dovuta a favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti al 32%, con contestuale riduzione delle aliquote contributive di finanziamento per le prestazioni temporanee a carico della Gestione di cui all’articolo 24 della legge n. 88/1989. Conseguentemente, per i datori di lavoro che hanno alle dipendenze lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, il contributo ex CUAF è stato variato nella misura del 2,48%.
Per i soggetti iscritti ai Fondi esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria, la misura del contributo ex CUAF non è stata interessata dalla riduzione disposta dal citato DM.
Peraltro, si osserva come per i dipendenti iscritti al Fondo ex IPOST non siano intervenute analoghe disposizioni a quelle citate, che abbiano incrementato l’aliquota IVS ed adeguato l’aliquota ex CUAF, come invece è avvenuto in relazione ad altre forme di previdenza sostitutive e/o esclusive.
Ciò premesso, ai fini della quantificazione della misura della contribuzione in esame, assumono rilievo altresì le disposizioni di cui all’articolo 120 della legge n. 388/2000 e all’articolo 1, commi 361 e 362, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006). Pertanto, per i lavoratori iscritti al Fondo ex IPOST, il contributo di finanziamento dell’assicurazione relativa agli assegni per il nucleo familiare si attesta nella misura del 4,40% (6,20% – 1,80%).
Considerato che l’obbligo di versamento del predetto contributo sussiste anche per i periodi pregressi non prescritti, le aziende interessate dovranno versare la contribuzione in argomento (avendo a riferimento la suddetta aliquota pari al 4,40%), per le mensilità da 09.2014 a 09.2019, valorizzando – all’interno di <DenunciaAziendale> <AltrePartiteADebito> – l’elemento <AltreADebito> ed indicando in <CausaleADebito> il codice di nuova istituzione “M222”, che assume il significato di “Arretrati Contributo CUAF aziende con personale iscritto alla gestione ex Ipost”, in <Retribuzione> l’importo dell’imponibile, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, e in <SommaADebito> l’importo del contributo, pari al 5,80% dell’imponibile (6,20% – 0,40%), atteso che le aziende hanno usufruito delle riduzioni contributive previste all’articolo 120 della legge n. 388/2000 e all’articolo 1, commi 361 e 362, della legge n. 266/2005.
Le aziende che abbiano comunque versato il contributo CUAF (matricole senza C.A. “1C”), provvederanno al versamento della differenza contributiva, utilizzando le stesse modalità sopra indicate. In tal caso, la parte del contributo CUAF ancora dovuto è pari al 3,72% dell’imponibile, atteso che parte della contribuzione è già stato versato nella ridotta misura dello 0,68%. Il versamento del contributo va effettuato, senza aggravio di oneri accessori, entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di pubblicazione messaggio in commento (Messaggio n. 3635/2019).